© 2012 Matteo Zanga MG_4518.jpg

Notte di Miele

Gìà, quando ho pubblicato questa fotografia ho avuto qualcosa come 430 “likes” in una (mia) notte. Questo è quello che appare qui, ovviamente le tende non sono sempre illuminate ed ho usato il trucchetto di inserirvi le nostre pile frontali per donar loro questo splendore. La serata era davvero strepitosa, forse l migliore fra quelle passate qui al campo base del Nanga Parbat. Ormai siamo qui da 41 giorni, ed è la seconda volta che le fasi lunari ci regalano l’astro pieno in una notte serena. Il freddo era pressante, 23 o 24 gradi sotto lo 0, ma l’eccitazione di scattare delle fotografie in quest situazione ha cancellato qualsiasi sensibilità alla temperatura. Mi è anche accaduta una cosa strana: mentre cambiavo l’obiettivo (in pieno buio, giacchè la mia lampada era in una delle tende), non so come ma si è aperto il telaietto che, all’interno della macchina fotografica, contiene il vetrino smerigliato della messa a fuoco. Li per li non mi sono accorto di nulla, se non che quando ho piazzato l’occhio davanti al mirino ho visto solo uno sfocato circolino nero.

Panico.

Il vetrino era uscito, caduto nella neve fresca chissà dove. Pensate a cosa possa significare perdere un pezzo di vetro semitrasparente di 2 per 3 cm spesso 2 millimetri. E pensate a cosa significa avere una fotocamera con la quale è impossibile mettere a fuoco. Già pensavo: devo tirar fuori la fotocamera d’emergenza, che però non è così bella. Per uno stupido vetrino da 10 euro, ma che sicuramente non posso comprare finchè non scenderò ad Islamabad. Ma non mi sono perso d’animo! Recuparata la mia pila, ho iniziato a scavare nella neve nel punto dove pensavo di averlo perso (fra l’altro… proprio sopra un cespuglio…). Scava, scava, setaccia, aguzza la vista, spezza qualche ramo. La luna mi ha fatto un gran regalo, ad un cero punto, dopo aver fatto una buco di una trentina di centimetri, vedo un riflesso fugace, una lama di luce. Un riflesso largo 2 millimetri. Era lui. Non ci potevo credere. D’ora in poi modificherò il detto: “è come cercare uno schermo di messa a fuoco di una 35mm in piena notte in un cespuglio coperto da mezzo metro di neve fresca nella gelida notte del nanga parbat”. Un  po’ lungo, ma rende l’idea.

E così ho potuto scattare la fotografia che vedete. Evidentemente la foto doveva essere fatta, ad ogni costo…

2 Comments

  1. Posted 16 apr ’12 at 02:06 | #

    “Lost honey pearls beneath the eye of the universe.”
    Anche io ho pensato al miele quando ho visto questo scatto..

    Qualcuno ha copiato la tua foto e l’ha messa su panoramio.. Ho segnalato la cosa al sito.

    ciao e complimenti anche per tutte le altre foto.
    Andrea

    • Posted 16 apr ’12 at 02:18 | #

      grazie!
      la rubano tutti… povera gente! :-(

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