Ho voluto dedicare una giornata a fotografare l’attività dei 3 pakistani che ci aiutano qui al campo base: Jan, Noor e Faqir. Il loro compito principale qui è quello di occuparsi della cucina, il che in effetti occupa gran parte della loro giornata. Già dal mattino, quando io sono ancora a dormivegliare nella mia tenda, sento il sibilo dei fornelli a kerosene, che non smetterà più fino a notte inoltrata. Bisogna raccogliere grandi quantità di neve per farne acqua: un padellone colmo di neve si trasforma in pochi centimetri d’acqua, e quindi via ad aggiungere neve e neve e neve. Con maestria poi preparano una specie di piadina senza sale, che chiamano “chapati”. Qui si cucina prevalentemente riso, con verdure, pollo o yak. Non ci fanno mancare nemmeno il dolce, budino, creme caramel e qualche volta una gelatina fucsia con il gusto delle caramelle dell’oratorio. Per loro si cucinano delle gigantesche ossadi yak con attacata un sacco di carne, sembra come quando da noi, dopo aver ucciso il maiale, si fa la grande cena delle ossa bollite, che sono una prelibatezza! Loro non conoscono posate… fanno e mangiano tutto con le mani: difficilmente qui arriverà l’ispettore dell’igiene, e nondameno noi ormai abbiamo degli anticorpi che paiono carri armati!
© 2012 Matteo Zanga
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27 gen
This entry was written by Matteo Zanga, posted on 27 gen ’12 at 08:52, filed under Uncategorized and tagged adventure, expedition, matteo, moro, nanga, pakistan, parbat, photography, simone, winter, zanga. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.
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